Introduzione alla Seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia
interiormente e nei fatti. È il nostro orizzonte. Bisognava rimettere il Vangelo «nella circolazione dell’umano discorso» (Ecclesiam Suam, n. 82), espressione bellissima per dire: far scorrere la Parola di Dio nelle vene della società, nei pensieri, nelle discussioni e nelle parole dei contemporanei, nella vita delle persone e nella cultura. Non ci rassegniamo davanti alla realtà malata della società, come se non si avesse niente da dire o da dare. La visione della Gaudium et Spes richiama «l’indole comunitaria dell’umana vocazione» (n. 24). «Iddio, che ha cura paterna di tutti, ha voluto che tutti gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro come fratelli… Perciò l’amor di Dio e del prossimo è il primo e più grande comandamento» (Gaudium et Spes, n. 24). La fraternità diventa un metodo – si legge nella Gaudium et spes – per «superare, in questo spirito di famiglia proprio dei figli di Dio, ogni dissenso tra nazioni e razze…» (n. 42). Dalla fraternità dei pochi alla fraternità senza confini.
Questo è il mio augurio: che alla fine di questa Seconda Assemblea sinodale delle Chiese che sono in Italia tutti insieme si possa dire che costruiamo comunità aperte, piene di Dio e di umanità. Adesso davvero la nostra gioia è piena non perché abbiamo tutte le risposte, ma perché siamo in cammino dietro a Gesù, forse più poveri ma più vicini tra noi e ai compagni di strada. Conclusione
Desidero concludere questa mia introduzione e aprire la Seconda Assemblea sinodale con un incoraggiamento a tutti, ad iniziare da me stesso. Molto dipenderà da noi, dal nostro lavoro serio e saggio di questi giorni, audace e pieno di speranza. Abbiamo un compito delicato: quello di aiutare i Vescovi, che si riuniranno nell’Assemblea generale di maggio (26-29 maggio 2025). Anche per questo passeremo insieme la Porta Santa del Giubileo da pellegrini di speranza e, per questo, pieni di gioia perché pieni di Cristo. Così invitava Padre David Maria Turoldo: «Voi che credete / voi che sperate / correte su tutte le strade, le piazze / a svelare il grande segreto…Andate a dire ai quattro venti / che la notte passa / che tutto ha un senso / che le guerre finiscono / che la storia ha uno sbocco / che l’amore alla fine vincerà l’oblio / e la vita sconfiggerà la morte. / Voi che l’avete intuito per grazia / continuate il cammino / spargete la vostra gioia / continuate a dire / che la speranza non ha confini».